Un mondo nuovo, tanti richiami allas toria (soprattutto americana) e un finale scontatissimo: ecco gli ingredienti di Avatar, il film che a detta di molti rivoluzionerà la storia del cinema.
Premetto che ho trovato davvero interessante l’idea di fondo: un pianeta abitato con una natura magica e selvaggia, alieni blu, giganteschi e pienamente integrati nell’ambiente. Ho invece trovato un’americanata esagerata la ricostruzione dell’esercito terrestre: lo stile Robocop esasperato all’ennesima potenza mi è sembrato banale e poco fantasioso.
Bella la storia d’amore, stupendi i paesaggi in 3D, ottimo il messaggio, ma troppo scontato il finale. In effetti era prevedibile l’epilogo, le modalità dello svolgimento e persino il destino dei singoli personaggi.
Inoltre ho trovato eccessiva la durata. La pellicola poteva concludersi molto prima evitando disturbi agli occhi (e allo stomaco per i più sensibili) ai poveri spettatori costretti a indossare per 3 ore gli occhialoni 3D.
A mio avviso non c’è paragone con Titanic: James Cameron mi ha convinta molto di più con la storia di Rose e Jack, una vicenda più vicina alla realtà, più coinvolgente e più interessante.
Ad Avatar assegno 7 stelle su 10.