Catastrofismo made in USA. 2012 si colloca in un filone consolidato del cinema americano, potremmo dire un vero e proprio genere caratterizzato dalla distruzione del pianeta Terra.

La pellicola di Roland Emmerich affronta le profezie sull’ultimo anno del calendario Maya da una prospettiva completamente statunitense. I suoi protagonisti sono cowboy del nuovo millennio, con valori tipici della società amiricana dei nostri gioni.

John Cusack è il classico padre divorziato e pessimo marito, la cui ex moglie si è risposata con un uomo più bello, ricco e presente di lui. Il protagonista è l’antieroe che si redime salvando la famiglia e prendendosi cura dei figli (come non ha mai fatto prima): un classico di questo genere.
Dopo 2 ore e 40 di distruzione (eruzioni, tsunami, terremoti…) i buoni sentimenti trionfano.

Un consiglio: rompete il salvadanaio e se non ci trovate un miliardo di euro correte in Africa alle prime avvisaglie della catastrofe (appena la terra inizierà a spaccarsi sotto i vostri piedi insomma!).
Un altro consiglio – da seguire nell’immediato – andate a vedere 2012 in compagnia di amici simpatici e spiritosi, muniti di bibite, pop corn e caramelle… varrà la pena di seguire lo spettacolo, “lieto fine” incluso!
A 2012 non posso dare più di 5 stelle su 10.