
Chi non si è mai ritrovato coi dubbi e le incertezze tipiche dei 30 anni… un’età adulta ma non troppo, proprio per colpa della società odierna. Generazione mille euro di Massimo Venier è un ritratto della difficile situazione dei trentenni che, nel 2009, si trovano a lottare con una quotidianità frustrante e deprimente. Una pellicola divertente e toccante che racconta con ironia e sensibilità la vita dei precari italiani.

Emblematiche alcune frasi dette dai protagonisti come: “Questa è l’unica epoca della storia dell’umanità in cui c’è gente che torna in Molise” e “I figli guadagnano meno dei loro padri…”. Tratto dal libro omonimo di Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa, il film parla delle difficoltà di alcuni ragazzi che vivono a Milano, sono laureati, lavorano da tempo, ma continuano ad avere contratti a tempo determinato, con stipendi che permettono appena la sopravvivenza.
Bravi i giovani protagonisti: Matteo è interpretato da Alessandro Tiberi, che si barcamena tra due donne molto diverse tra loro, Beatrice (Valentina Lodovini) -l’insegnate in attesa di esser chiamata per le supplenze – e Angelica (Carolina Crescentini) la manager integrata nel sistema; il migliore amico del protagonista è Francesco (Francesco Mandelli). Quest’ultimo (famoso vj di Mtv) interpreta un ruolo che gli calza a pennello: il coinquilino simpatico e irriverente, sono sue le battute e le scene più divertenti. Delicata e commovente l’interpretazione di Paolo Villaggio, il professore saggio, maestro di vita per i giovani.
Tra sventure ed eventi inattesi, la vita dei giovani precari procede all’insegna delle giornate piene di impegni che portano pochi frutti sul conto corrente, ma che fanno crescere interiormente.
Il mondo del lavoro nella metropoli milanese è tratteggiato come una giungla grigia e selvaggia, in cui vige la legge del più forte. I più deboli soccombono e fa carriera chi è senza scrupoli.
Tuttavia, alla fine, le vere gioie della vita sono altre e la morale della pellicola sembra essere che anche se si è costretti a fare lavori che si odiano per mantenersi, a lottare per pagare affitto e bollette, a essere sempre in bilico e senza certezze, la felicità in fondo è… quello che ci succede mentre stiamo facendo altro!